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PIAGET E LA TEORIA SULLO SVILUPPO COGNITIVO

Di Federica

Come avviene lo sviluppo?

Le capacità cognitive dei bambini inizialmente sono molto diverse rispetto a quelle degli adulti ma, col tempo e con l’accumularsi dell’esperienza, le capacità di piccoli e grandi sono destinate a divenire sempre più simili tra loro.

Tale progressione avviene attraverso i due processi di assimilazione e accomodamento degli schemi mentali. Ecco perché la differenza tra le capacità mentali degli adulti e dei bambini non è solo quantitativa, ma anche soprattutto qualitativa, nel senso che consiste in una differente organizzazione delle strutture cognitive.

I bambini tendono a staccarsi gradualmente dall’ancoraggio agli oggetti e dalla manipolazione. Questo permette di progredire verso forme di pensiero simboliche in cui non è più necessario che l’oggetto sia fisicamente presente, ma può essere anche solo pensato o immaginato.

I quattro stadi

Piaget, partendo da questa concezione generale elabora una sua teoria dello sviluppo cognitivo fondata sull’associazione di quattro stadi.

  • stadio senso-motorio (va da 0-2 anni);
  • stadio preoperatorio (va da 2-7 anni);
  • stadio operatorio concreto (va da 7-11 anni);
  • stadio operatorio formale (dagli 11 anni in poi).

Nella teoria di Piaget ciascuno stadio è legato all’età dell’individuo. Man mano che progredisce l’età progrediscono anche le capacità cognitive. Ciascuno stadio non è solo legato all’età ma è anche caratterizzato da modi diversi di pensare (esempio: un modo diverso di comprendere il mondo tra uno stadio e l’altro).

Il concetto di stadio, nella prospettiva di Piaget, è definito da criteri importanti per capire come il soggetto progredisce da uno stadio all’altro. Questi criteri, fondamentalmente, sono cinque.     

Cambiamenti qualitativi: non è un semplice accumularsi di competenze e di esperienze ma sono proprio dei cambiamenti qualitativi;                                                                     

Trasformazione: a ogni stadio, gli schemi si trasformano: durante la transizione verso un nuovo stadio si preparano, poi si modificano e si consolidano per mezzo di assimilazione e accomodamento e, raggiunta la maturità funzionale, lasciano il passo a una nuova organizzazione;                                                                                                                          

Integrazione gerarchica; gli stadi si integrano gerarchicamente, i “vecchi” schemi non vengono abbandonati, ma integrati nei nuovi schemi e organizzati;                                                                                                                         

Ordine logico: nel disporsi in sequenza, gli stadi, rispettano un ordine logico;                             

Gradualità: il passaggio da uno stadio all’altro non è repentino, ma è graduale.

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