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LUIGI BERTELLI (VAMBA) E IL «GIAN BURRASCA»

Di Federica

Luigi Bertelli, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Vamba, è una figura centrale nella storia della letteratura per ragazzi italiana, noto soprattutto per aver creato uno dei personaggi più indimenticabili: Gian Burrasca, il protagonista del suo celebre romanzo “Il giornalino di Gian Burrasca”. Nato a Firenze il 19 marzo 1858, Bertelli visse in un periodo di profondi cambiamenti politici e sociali, elementi che influenzarono il suo lavoro sia come scrittore che come giornalista. Appassionato di letteratura e di educazione, Bertelli combinò queste due sfere in una carriera che lo portò a fondare riviste e giornali destinati ai giovani, tra cui il famoso Il giornalino della Domenica, una pubblicazione innovativa per l’epoca che cercava di avvicinare i ragazzi alla lettura con testi stimolanti e creativi.

Vamba e il suo contesto storico

Il periodo in cui Vamba scrive era caratterizzato da una forte tensione tra il vecchio mondo borghese, con i suoi rigidi codici morali e sociali, e una nuova ondata di pensiero più liberale, che metteva in discussione le autorità tradizionali. In questo contesto, Vamba adottò una posizione critica verso le convenzioni dell’epoca, esprimendosi attraverso una letteratura per ragazzi che non si limitava a essere didattica o moralistica, ma che invece trattava i giovani come interlocutori intelligenti e capaci di comprendere l’ironia e la satira. “Il giornalino della Domenica”, fondato nel 1906, fu una piattaforma che rispecchiava questo intento, con contributi di scrittori e intellettuali di spicco, tra cui Gabriele D’Annunzio, Edmondo De Amicis e Giovanni Pascoli.

“Il giornalino di Gian Burrasca”: la trama

Pubblicato inizialmente a puntate su Il giornalino della Domenica tra il 1907 e il 1908 e successivamente raccolto in volume nel 1912, “Il giornalino di Gian Burrasca” è un’opera costruita come un diario fittizio. Il protagonista, Giannino Stoppani, è un ragazzo di circa nove anni che riceve un diario come regalo di compleanno dalla madre. Da quel momento, Giannino inizia a raccontare le sue avventure quotidiane, scrivendo con uno stile spontaneo, genuino e a tratti comicamente inconsapevole.

Le avventure di Gian Burrasca sono caratterizzate dalla sua tendenza a combinare guai in modo involontario, ma allo stesso tempo a smascherare le ipocrisie degli adulti con la sua innocenza irriverente. Uno degli episodi più noti è quello in cui Giannino, credendo di fare la cosa giusta, pubblica un annuncio matrimoniale per sua sorella, convinto che sia un modo per aiutarla a trovare marito. Naturalmente, questo causa grande imbarazzo e sconvolgimento nella famiglia, rappresentando uno dei tanti episodi che mettono in luce la divergenza tra la logica infantile e quella adulta.

Gian Burrasca, con la sua inclinazione a opporsi alle regole arbitrarie, finisce per essere mandato in collegio, dove però continua la sua guerra personale contro l’autorità. Anche qui riesce a scatenare il caos, organizzando rivolte tra i compagni e mettendo in ridicolo la disciplina rigida del collegio.

Temi e critica sociale

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera di Vamba è la sua capacità di utilizzare la prospettiva ingenua di un bambino per esprimere critiche profonde verso la società. Gian Burrasca non è solo un ragazzo ribelle: attraverso le sue avventure, Vamba denuncia le ipocrisie del mondo degli adulti, mettendo in evidenza la loro doppiezza e la rigidità delle strutture sociali. L’innocenza di Gian Burrasca diventa uno strumento per smascherare la falsità di certe convenzioni, come quelle legate al matrimonio, all’educazione e alla famiglia borghese.

L’opera si inserisce così in una tradizione di letteratura satirica che, utilizzando il punto di vista di un personaggio considerato marginale o ingenuo, riesce a far emergere verità scomode sul potere e sull’autorità. Questo approccio ricorda in parte i romanzi di Mark Twain, come “Le avventure di Tom Sawyer” e “Le avventure di Huckleberry Finn”, in cui anche i giovani protagonisti mettono in discussione le regole sociali attraverso la loro innocenza e il loro spirito ribelle.

Vamba e il suo impegno educativo

Il successo di “Il giornalino di Gian Burrasca” non è solo legato alla sua qualità letteraria, ma anche all’intento pedagogico che lo sottende. Vamba credeva fermamente nell’importanza dell’educazione e del dialogo con i giovani, e la sua scrittura rifletteva la convinzione che i ragazzi dovessero essere stimolati a pensare in modo critico, piuttosto che essere passivamente indottrinati. Attraverso il personaggio di Gian Burrasca, Vamba incoraggia i giovani lettori a non accettare passivamente le regole imposte, ma a metterle in discussione e a sviluppare una propria capacità di giudizio.

Nonostante le avventure di Gian Burrasca possano sembrare caotiche e ribelli, esse contengono un messaggio positivo: l’importanza della libertà di pensiero, dell’autenticità e della sincerità, valori che Bertelli riteneva essenziali per una società migliore. Gian Burrasca diventa quindi un modello, non tanto di comportamento, quanto di spirito critico e di curiosità intellettuale.

Eredità e adattamenti

L’eredità di Vamba e del suo “Gian Burrasca” è rimasta viva nel corso dei decenni, con il libro che è diventato un classico della letteratura per l’infanzia italiana. Uno dei momenti più celebri della sua storia postuma è stato il celebre sceneggiato televisivo del 1964, diretto da Lina Wertmüller, in cui il personaggio di Gian Burrasca fu interpretato dalla cantante Rita Pavone. Questa versione televisiva, con le sue canzoni divertenti e il tono vivace, contribuì ulteriormente a consolidare Gian Burrasca come icona culturale in Italia.

La capacità dell’opera di rimanere rilevante anche oggi è legata alla sua universalità: la ribellione contro l’autorità, il desiderio di libertà e la critica alle convenzioni sociali sono temi che continuano a essere attuali, non solo per i giovani, ma anche per chiunque senta il bisogno di mettere in discussione lo status quo.

In conclusione, Luigi Bertelli (Vamba), con “Il giornalino di Gian Burrasca”, ha creato un’opera che non solo diverte, ma anche invita a riflettere, ponendosi al crocevia tra letteratura per ragazzi e satira sociale. Il personaggio di Gian Burrasca, con il suo spirito indomabile e la sua propensione al caos, continua a rappresentare un simbolo di ribellione e autenticità, rendendo l’opera di Vamba un classico senza tempo.

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