La teoria della mente (ToM) è una delle abilita più affascinanti dello sviluppo cognitivo, in quanto consente di comprendere che le altre persone hanno pensieri, desideri, credenze ed emozioni diverse dalle proprie. Questa capacità è alla base della comunicazione, dell’empatia e della capacità di navigare nel mondo sociale. Ma quando e come si sviluppa nei bambini? Analizziamo insieme le diverse fasi e i fattori che influenzano questa crescita.
1. Le fasi di sviluppo della teoria della mente
Lo sviluppo della ToM non avviene improvvisamente, ma segue un percorso graduale che comincia nei primi mesi di vita e si consolida intorno ai 4-5 anni. Tuttavia, la sua evoluzione continua anche oltre, affinando le competenze sociali per tutta l’infanzia e l’adolescenza.
a) dalla nascita ai 12 mesi: attenzione condivisa e intenzionalità
Già nei primi mesi di vita, i neonati iniziano a mostrare segnali di consapevolezza sociale. Ad esempio, seguono con lo sguardo il volto della madre e reagiscono alle espressioni facciali degli adulti. Un passo fondamentale avviene intorno ai 9-12 mesi, quando il bambino sviluppa la capacita di attenzione condivisa. Questo significa che inizia a comprendere che un’altra persona può guardare o prestare attenzione a un oggetto diverso da quello che sta osservando lui stesso.
Un esperimento tipico per valutare questa fase è il test dello sguardo condiviso: se un adulto punta il dito verso un oggetto, un bambino di circa 12 mesi inizierà a guardarlo, comprendendo implicitamente che l’adulto sta cercando di attirare la sua attenzione su qualcosa di specifico. Questo piccolo ma fondamentale passo indica che il bambino sta iniziando a intuire che le altre persone hanno intenzioni proprie.
b) 12-24 mesi: comprensione delle emozioni e imitazione
Durante il secondo anno di vita, i bambini migliorano la loro capacità di leggere le emozioni degli altri. Reagiscono con empatia quando vedono qualcuno piangere e possono tentare di consolarlo, segno che stanno iniziando a comprendere che gli altri hanno stati emotivi propri.
L’imitazione gioca un ruolo cruciale in questa fase. I bambini osservano e riproducono il comportamento degli adulti, cercando di capire cosa li spinge ad agire in un certo modo. Se un genitore finge di essere triste, il bambino potrebbe avvicinarsi con un gesto affettuoso, dimostrando di aver colto l’emozione rappresentata.
c) 2-3 anni: distinzione tra “ciò che so io” e “ciò che sanno gli altri”
A partire dai 2 anni, i bambini iniziano a capire che le altre persone possono avere desideri e preferenze diverse dalle loro. Un esperimento famoso in questo campo è il “test dei broccoli e dei cracker”: se un adulto finge di preferire i broccoli ai cracker, un bambino di circa 18 mesi potrebbe offrirgli i broccoli, dimostrando di aver compreso che le preferenze altrui possono differire dalle proprie.
Tuttavia, in questa fase i bambini fanno ancora fatica a distinguere tra la propria conoscenza e quella degli altri. Ad esempio, se sanno che dentro una scatola ci sono delle caramelle, penseranno che anche chi non ha visto dentro la scatola sappia la stessa cosa.
d) 4-5 anni: comprensione delle false credenze
Questa è una delle tappe più importanti nello sviluppo della teoria della mente. Intorno ai 4-5 anni, i bambini iniziano a capire che gli altri possono avere credenze errate sul mondo. Il classico esperimento per valutare questa capacità è il test di Sally e Anne.
Nel test, viene raccontata la storia di due bambole, Sally e Anne. Sally mette una biglia in una scatola e poi esce dalla stanza. Anne, rimasta sola, sposta la biglia in un altro posto. Quando Sally torna, si chiede al bambino: “Dove andrà Sally a cercare la sua biglia?”. I bambini sotto i 4 anni tendono a rispondere “nel nuovo posto”, perché non riescono a concepire che Sally abbia una credenza falsa. A partire dai 4-5 anni, invece, iniziano a rispondere correttamente, dimostrando di aver compreso che Sally ha una conoscenza limitata e che la sua credenza è diversa dalla realtà.
Questa capacità segna un passaggio cruciale: il bambino ora può mettersi nei panni degli altri e prevedere il loro comportamento sulla base di informazioni che solo loro possiedono.
2. Fattori che influenzano lo sviluppo della ToM
Lo sviluppo della teoria della mente non è uguale per tutti i bambini e può essere influenzato da diversi fattori, tra cui:
a) il ruolo del linguaggio
Il linguaggio gioca un ruolo fondamentale nella ToM. I bambini esposti a conversazioni ricche e interattive, specialmente quelle che riguardano emozioni e pensieri, tendono a sviluppare la teoria della mente più rapidamente. Parlare con i bambini delle loro esperienze, chiedere “Perché pensi che Marco sia triste?” o “Cosa credi che voglia il tuo amico?” aiuta a stimolare la loro capacità di riflettere sulle menti altrui.
b) l’influenza dell’ambiente sociale
L’interazione con fratelli, amici e coetanei favorisce lo sviluppo della ToM. I bambini con fratelli maggiori, ad esempio, sono esposti a più situazioni di negoziazione e conflitto, che li aiutano a sviluppare una comprensione più avanzata delle intenzioni e credenze altrui.
c) differenze culturali
La velocità e le modalità con cui si sviluppa la ToM possono variare in base alla cultura. In alcune società collettiviste, in cui l’attenzione alle emozioni altrui è molto enfatizzata, i bambini potrebbero sviluppare prima la capacità di comprendere le emozioni, mentre in contesti più individualisti potrebbero emergere prima le capacità di attribuzione delle credenze.
Conclusione
La teoria della mente è un aspetto fondamentale dello sviluppo cognitivo e sociale nei bambini. Dalla comprensione delle intenzioni nei primi mesi di vita fino alla capacità di attribuire false credenze intorno ai 4-5 anni, questo processo consente ai bambini di interagire in modo più efficace con il mondo che li circonda. Favorire esperienze di interazione sociale e stimolare il dialogo su pensieri ed emozioni può aiutare i bambini a sviluppare più rapidamente questa importante competenza.