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ESPRIMERE LE EMOZIONI: LE ESPRESSIONI FACCIALI E IL LINGUAGGIO DEL CORPO

Di Federica

L’espressione delle emozioni rappresenta un tipo di comunicazione non verbale che si manifesta con l’esperienza emozionale.

I segnali non verbali sono il volto e la voce. Darwin riteneva che le espressioni facciali fossero un lascito dell’evoluzione dell’uomo e osservò che molti animali, così come l’uomo, reagiscono in maniera molto simile.

Le espressioni facciali

Le espressioni facciali servono per comunicare agli altri, e per favorire la sopravvivenza. Siamo più sensibili alle espressioni minacciose perché ci mettono in guardia su un determinato pericolo.

La conquista di una mimica facciale ricca e articolata rappresenta una conquista evolutiva filogeneticamente importante la quale svolge funzioni quali: l’espressione delle emozioni, degli atteggiamenti interpersonali, segnali inerenti alle interazioni in corso.

Le espressioni facciali di base sembrano essere universali, sul disprezzo e il disinteresse sembra esservi un disaccordo. Tali espressioni possono essere suddivise secondo la dimensione di piacevolezza-spiacevolezza, attenzione-rifiuto e attivazione.

Un esempio di differenze culturali nelle emozioni è la rabbia: nei paesi occidentali è un’emozione molto comune, dovuto al nostro forte senso di indipendenza e di libera espressione. Nelle culture asiatiche invece, dove si dà maggior adito alla collettività, atteggiamenti del genere sono meno accettati in quanto la rabbia ‘divide’.

Inoltre, in America, ad esempio, si tende a privilegiare sentimenti quali orgoglio, felicità, che sottolineano il ruolo individuale, mentre in Giappone si preferiscono sentimenti quali rispetto, vicinanza o amicizia, in quanto facenti parte di un gruppo.

Alcuni autori hanno condotto numerosi studi su differenti culture giungendo alla conclusione che per alcune emozioni di base il comportamento espressivo è universale.

Le differenze culturali esistenti determinerebbero piuttosto le regole di esibizione (display rules) che l’individuo regola per governare tali sentimenti e l’espressione facciale (intensificando, de intensificando, mascherando o neutralizzando un’espressione naturale).

L’espressione vocale costituisce un segnale non verbale attraverso il quale individuare l’espressione di specifiche emozioni. Tali produzioni vocali dipendono dall’attivazione di alcuni muscoli facciali, quali della laringe, della glottide. È più facilmente riconoscibile l’espressione vocale delle emozioni negative, rispetto a quelle positive.

In generale si può osservare che le emozioni caratterizzate da intensa attivazione fisiologica si esprimono attraverso la combinazione di alta frequenza, ampia estensione della voce e alta velocità, mentre quelle a bassa attivazione fisiologica possiedono bassa frequenza, limitata estensione della voce e ridotta velocità del parlato.

Il linguaggio del corpo

Tra i linguaggi del corpo abbiamo gesti e postura.

Tale linguaggio rivela un tono emotivo generale. I messaggi più general indicano rilassamento o tensione, gradimento o avversione. Lo stato di rilassamento lo si denota dalla posizione casuale delle braccia e delle gambe, dall’appoggiare la schiena all’indietro, dall’allargare le braccia e le gambe.

L’effetto camaleonte è l’imitazione inconsapevole di posture, di tratti comportamentali distintivi ed espressioni facciali di altre persone che si può verificare quando si prova ad interagire con esse. Sono gesti che ci adattano all’ambiente circostante.

I gesti illustratori tendono a diminuire se si sta mentendo, mentre i simbolici possono rivelare la menzogna, poiché aumentano quando menti.

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