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IL PENSIERO ASTRATTO: LO STADIO OPERATORIO FORMALE

Di Federica

Dopo aver trascorso l’infanzia ragionando in modo concreto e basandosi su esperienze dirette, intorno ai 12 anni il bambino entra in una nuova fase dello sviluppo cognitivo: lo stadio operatorio formale, l’ultima delle fasi teorizzate da Jean Piaget.

Questa fase segna una trasformazione fondamentale nel modo di pensare: il ragazzo non ha più bisogno di fare esperienza diretta di un fenomeno per comprenderlo, ma è in grado di ragionare in modo astratto e ipotetico. Questo gli permette di formulare teorie, risolvere problemi complessi e pensare a concetti che non esistono nella realtà concreta, come l’infinito, la giustizia o la libertà.

Se nello stadio precedente il pensiero era vincolato agli oggetti e alle esperienze tangibili, ora l’adolescente può riflettere su concetti puramente teorici. È questa capacità che gli permette di affrontare discipline come la filosofia, la matematica avanzata e le scienze, oltre a sviluppare opinioni personali su temi morali, sociali e politici.

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche principali di questa fase.

Le caratteristiche dello stadio operatorio formale

1. Il pensiero astratto: ragionare oltre il concreto

Il cambiamento più significativo dello stadio operatorio formale è la capacità di pensare in modo astratto. Mentre un bambino nello stadio operatorio concreto ha bisogno di oggetti reali o esempi pratici per comprendere un concetto, un adolescente può riflettere su idee che non ha mai visto o sperimentato direttamente.

Ad esempio, se si chiede a un bambino di 10 anni cosa succederebbe se la gravità smettesse di esistere, potrebbe rispondere in modo concreto (“le cose smetterebbero di cadere”). Ma un adolescente può ipotizzare scenari più complessi, come il cambiamento dell’orbita terrestre o gli effetti sulla vita quotidiana.

Questa nuova capacità di pensiero consente di comprendere discipline che richiedono un alto livello di astrazione, come la matematica avanzata, la fisica teorica o la filosofia.

2. Il pensiero ipotetico-deduttivo: sperimentare con la mente

Un altro progresso fondamentale di questa fase è la capacità di formulare ipotesi e testarle mentalmente prima di giungere a una conclusione. Questo tipo di pensiero viene definito ipotetico-deduttivo.

Immaginiamo un adolescente che si trova di fronte a un problema scientifico: “Cosa succederebbe se aumentassimo la quantità di sale in una soluzione d’acqua?”

Mentre un bambino più piccolo potrebbe provare a risolvere il problema con tentativi casuali, un ragazzo in questa fase può:

  1. formulare un’ipotesi (“Se aumento il sale, l’acqua impiegherà più tempo a scioglierlo”);
  2. ragionare sulle possibili conseguenze;
  3. sperimentare per verificare se la sua ipotesi era corretta.

Questo approccio è alla base del metodo scientifico, essenziale per lo studio delle scienze, ma utile anche nella vita quotidiana per prendere decisioni ponderate.

3. Il ragionamento combinatorio: considerare tutte le possibilità

Un’altra capacità che si sviluppa in questa fase è il pensiero combinatorio, ovvero la capacità di valutare tutte le combinazioni possibili in un problema complesso.

Facciamo un esempio:
Un adolescente che deve organizzare un viaggio con gli amici potrebbe considerare tutte le possibili combinazioni di mezzi di trasporto, costi, orari e destinazioni prima di prendere una decisione.

Nel campo scientifico, il ragionamento combinatorio è essenziale per risolvere problemi logici e matematici, come il calcolo delle probabilità o la risoluzione di equazioni con più incognite.

4. Il pensiero propositivo: ragionare su ipotesi irreali

Un adolescente può anche ragionare su situazioni ipotetiche e concetti astratti senza bisogno di riferimenti concreti.

Ad esempio, può rispondere a domande come:

  • “Cosa succederebbe se non esistessero leggi?”
  • “Come sarebbe il mondo se gli esseri umani potessero vivere per sempre?”

Queste domande sarebbero difficili da comprendere per un bambino più piccolo, che tende a pensare in modo più concreto e legato alla realtà.

Il pensiero propositivo è fondamentale per la formazione di opinioni personali e per lo sviluppo della coscienza critica, che porta l’adolescente a mettere in discussione regole, valori e credenze trasmesse dalla società e dalla famiglia.

5. La consapevolezza del pensiero: riflettere su se stessi

Durante questa fase, l’adolescente sviluppa anche una maggiore consapevolezza del proprio pensiero. Questo significa che non solo è in grado di ragionare in modo astratto, ma può anche analizzare il proprio modo di pensare e mettere in discussione le proprie idee.

Questa nuova capacità porta a:

  • una maggiore introspezione, con domande esistenziali come “Chi sono io?” o “Che senso ha la vita?”;
  • una maggiore sensibilità alle opinioni altrui, perché l’adolescente è ora in grado di valutare e confrontare diversi punti di vista;
  • una fase di egocentrismo adolescenziale, dove il ragazzo può sentirsi osservato o giudicato dagli altri più di quanto accada realmente (il cosiddetto “pubblico immaginario”).

Questi cambiamenti spiegano perché l’adolescenza è un periodo di grande turbolenza emotiva, ma anche di straordinaria crescita intellettuale e identitaria.

Come sostenere lo sviluppo cognitivo in questa fase?

Poiché il pensiero astratto e ipotetico è una conquista recente, è importante offrire opportunità per esercitarlo. Alcune attività utili includono:

  • problemi di logica e giochi strategici, come scacchi o rompicapo matematici, che stimolano il pensiero combinatorio e deduttivo;
  • discussioni su temi morali e filosofici, per aiutare l’adolescente a sviluppare la capacità di argomentare e analizzare opinioni diverse;
  • esperimenti scientifici, per applicare il pensiero ipotetico-deduttivo alla realtà;
  • letture complesse, come romanzi o saggi filosofici, che mettono alla prova la capacità di interpretare concetti astratti;
  • scrittura di saggi e dibattiti, per migliorare la capacità di formulare idee e difenderle con argomentazioni solide.

Conclusione: la porta verso il pensiero maturo

Lo stadio operatorio formale segna l’ingresso in un modo di pensare più complesso e sofisticato. Il ragazzo non è più vincolato alla realtà concreta, ma può formulare ipotesi, ragionare in modo astratto e mettere in discussione concetti e valori.

Queste nuove capacità sono essenziali per affrontare il mondo adulto, permettendo di prendere decisioni più ponderate, comprendere discipline complesse e costruire una propria visione del mondo.

Tuttavia, questa fase porta anche nuove sfide: il ragazzo può sentirsi confuso nel gestire pensieri complessi, diventare critico verso le regole e le figure autoritarie o sperimentare un senso di isolamento. È quindi fondamentale offrirgli supporto, ascolto e stimoli adeguati per aiutarlo a sviluppare al meglio il suo potenziale.

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