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GIANNI RODARI: OPERE E PENSIERO

Di Federica

Gianni Rodari (1920-1980) è uno dei più grandi autori italiani di letteratura per l’infanzia, noto per la sua capacità di unire fantasia e creatività a una riflessione profonda sul linguaggio e sull’educazione. Rodari è ricordato soprattutto per la sua opera rivoluzionaria e innovativa che ha trasformato il modo di intendere la letteratura per ragazzi, rendendola non solo uno strumento di intrattenimento, ma anche un mezzo educativo capace di stimolare il pensiero critico e creativo.

Biografia

Giovanni Francesco Rodari, conosciuto come Gianni, nacque a Omegna, sul lago d’Orta, il 23 ottobre 1920. La sua infanzia fu segnata dalla perdita prematura del padre, evento che lo portò a vivere con la madre e i fratelli in una situazione di difficoltà economica. Nonostante ciò, sviluppò una precoce passione per la lettura e la scrittura, alimentata dalla sua curiosità e dal suo amore per le storie. Dopo il diploma magistrale, iniziò a insegnare nelle scuole elementari, esperienza che influenzò profondamente la sua visione dell’educazione e della pedagogia.

Negli anni successivi, si avvicinò al giornalismo e alla politica, entrando a far parte del Partito Comunista Italiano durante la Resistenza. Questa fase della sua vita fu importante non solo dal punto di vista ideologico, ma anche per il suo sviluppo come scrittore, poiché Rodari si rese conto dell’importanza di un’educazione democratica e inclusiva per tutti i bambini.

La grammatica della fantasia

Una delle opere più influenti di Gianni Rodari è “Grammatica della fantasia” (1973), un saggio che rappresenta il manifesto del suo approccio alla narrazione e all’educazione creativa. In questo testo, Rodari sviluppa una teoria dell’immaginazione basata sull’idea che ogni bambino abbia un potenziale creativo straordinario, che può essere coltivato attraverso il gioco con le parole e le idee. Rodari sostiene che la fantasia non sia solo un divertimento, ma un modo per allenare la mente, per insegnare a pensare in modo originale e per aprire nuove prospettive sulla realtà.

La “Grammatica della fantasia” offre agli insegnanti, agli educatori e ai genitori strumenti pratici per stimolare la creatività dei bambini, attraverso giochi di parole, storie inventate e associazioni insolite. Uno dei metodi più celebri proposti da Rodari è quello del binomio fantastico, ovvero l’accostamento di due parole apparentemente inconciliabili (come “gatto” e “astronave”) per dare vita a storie nuove e sorprendenti. Questo gioco di immaginazione libera i bambini dalle convenzioni narrative e li invita a esplorare mondi nuovi, incoraggiando così il loro pensiero divergente.

Le opere principali

Rodari scrisse numerosi libri e racconti per bambini, caratterizzati da uno stile leggero, ironico e a tratti surreale, ma sempre con un forte messaggio sociale e pedagogico. Tra le sue opere più famose spiccano:

  • “Favole al telefono” (1962): una raccolta di brevi racconti in cui un rappresentante farmaceutico, lontano da casa per lavoro, racconta ogni sera una favola al telefono alla sua bambina. Le favole, spesso surreali e piene di trovate brillanti, affrontano con leggerezza temi profondi come l’amicizia, la giustizia e la solidarietà.
  • “Il libro degli errori” (1964): una serie di racconti che gioca con gli errori grammaticali e di linguaggio, trasformandoli in spunti per riflettere sull’importanza della fantasia e dell’originalità nel modo di esprimersi.
  • “C’era due volte il barone Lamberto” (1978): un romanzo che mescola elementi fantastici e satirici, in cui il vecchio barone Lamberto scopre il segreto dell’immortalità: avere persone che pronunciano il suo nome. Un racconto intriso di umorismo, che invita a riflettere sul valore della vita e dell’identità.
  • “La freccia azzurra” (1954): un romanzo ambientato la notte dell’Epifania, in cui i giocattoli di un negozio prendono vita e decidono di andare a cercare i bambini più bisognosi. È una storia che parla di generosità e solidarietà, un tema centrale nella narrativa di Rodari.
  • “Filastrocche in cielo e in terra” (1960): una raccolta di poesie e filastrocche che esplorano temi di vita quotidiana, ma con la tipica leggerezza e creatività di Rodari. Le filastrocche giocano con le parole, creando immagini vivaci e fantasiose, accessibili sia ai bambini che agli adulti.

L’impegno politico e sociale

Gianni Rodari, oltre a essere uno scrittore per ragazzi, era profondamente impegnato nel sociale e nella politica. Da convinto comunista, credeva fermamente che l’educazione fosse un diritto universale e che i libri potessero essere un veicolo per trasmettere valori democratici e inclusivi. Le sue opere, infatti, riflettono spesso una critica delle disuguaglianze sociali, una sensibilità verso i più deboli e un impegno per la pace e la solidarietà.

Rodari credeva che la letteratura per l’infanzia non dovesse essere semplicemente didattica o moralistica, ma dovesse offrire ai bambini strumenti per comprendere e immaginare un mondo migliore. Le sue storie, piene di fantasia e ironia, invitano i lettori a superare le barriere dell’autorità e delle convenzioni, proponendo una visione del mondo in cui l’immaginazione ha il potere di trasformare la realtà.

L’eredità di Rodari

Gianni Rodari è stato il primo (e finora unico) scrittore italiano a vincere il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970, considerato il “Nobel” della letteratura per ragazzi. La sua eredità continua a influenzare generazioni di lettori, insegnanti e scrittori in Italia e nel mondo. Le sue opere sono tradotte in numerose lingue e rimangono punti di riferimento per chiunque si occupi di educazione e letteratura per l’infanzia.

Rodari ha lasciato un segno indelebile non solo nel mondo della narrativa, ma anche nel modo in cui concepiamo il rapporto tra fantasia e realtà, tra gioco e apprendimento. Il suo lavoro ha dimostrato che attraverso la creatività si possono abbattere le barriere, e che anche una semplice filastrocca o una storia fantastica possono avere un profondo impatto sul modo di vedere il mondo.

Gianni Rodari è, senza dubbio, una delle figure più amate della cultura italiana, un autore che ha saputo parlare ai bambini con intelligenza e rispetto, senza mai perdere di vista l’importanza della fantasia come strumento per comprendere e cambiare la realtà.

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