Hermann Ebbinghaus, psicologo e filosofo tedesco, che negli anni ’80 dell’Ottocento, effetuò una serie di ricerche sperimentali sulla memoria e sull’oblio.
Il termine oblio indica quel processo di rimozione di informazioni memorizzate, e può essere esercitato consapevolmente o no. Tale meccanismo va inteso non in termini di disturbo, ma come strategia che il nostro organismo attua in termini fisiologici.
Dai suoi studi deriva la curva dell’oblio, la prima teoria scientifica che descrive la struttura del ricordo nel tempo.

Secondo la teoria, ogni volta che un nuovo concetto entra nella nostra testa subisce un deterioramento. Ebbinghaus però dimostrò che la rapidità con cui un concetto viene dimenticato, all’inizio molto marcata, tende a diminuire sempre più gradualmente nel corso del tempo. Si ha quindi un deterioramento nel tempo, ma questo è sempre meno marcato (come si può vedere nel grafico).
La curva anche se scende ai valori minimi non arriva mai allo zero assoluto: perciò ricordiamo sempre qualcosa di ciò che abbiamo appreso. Ma non si dimentica sempre: quando l’apprendimento è intensivo e le informazioni vengono collegate, possono diventare pressoché permanenti.
L’oblio può essere dovuto al malfunzionamento di uno dei seguenti processi:
- codifica;
- ritenzione;
- recupero.
Problemi di codifica
Solo poche persone riescono a codificare i particolari degli oggetti. Analogamente possiamo non codificare i particolari di ciò che stiamo studiando, il che ci porta a dimenticarlo, a causa appunto di una mancanza di attenzione nella fase di codifica.
Pensare attivamente alle informazioni che stiamo apprendendo (codifica elaborativa) è un metodo valido per impedire tali problemi. I problemi di codifica riguardano anche il ricordo che si ha dei volti. Infatti, spesso codifichiamo le persone in termini generici: persona vecchia o giovane, etc.
Problemi di ritenzione: decadimento e disuso
Secondo la curva dell’oblio le tracce di memoria sono l’attivazione delle cellule nervose che avviene quando i ricordi vengono immagazzinati. Esse decadono, ossia si indeboliscono, fino a scomparire.
Il decadimento è implicato nella perdita dei ricordi sensoriali, che vengono selezionati, valutati e fatti decadere se irrilevanti. Esso riguarda la memoria a breve termine ma anche quella a lungo termine. Nello specifico, alcune tracce della MLT possono affievolirsi a causa del disuso. Ma il disuso offre solo una spiegazione parziale per l’oblio dei ricordi a LT.
Problemi di recupero
Altra possibile causa dell’oblio è la difficoltà di recupero. Infatti, anche se i ricordi sono disponibili essi devono essere sempre accessibili, perché si possa ricordare. Una ragione per la quale il recupero non è possibile è perché mancano gli stimoli appropriati al momento del recupero delle informazioni. La presenza di stimoli appropriati infatti facilita il ricordo.
L’apprendimento stato-dipendente è il ricordo influenzato dallo stato fisico o emotivo della persona al momento dell’apprendimento e al momento del recupero del ricordo stesso. La memoria risulta migliore quando, al momento del recupero, lo stato è il medesimo.
Per interferenza, invece, si intende la tendenza dei nuovi ricordi a compromettere il recupero dei ricordi più vecchi (e viceversa). Sia a livello della MBT che nella MLT. È una delle principali cause per cui si dimentica.
Per interferenza retroattiva si intende la tendenza del nuovo apprendimento a inibire il recupero (e il ricordo) delle informazioni già esistenti.
L’Interferenza proattiva si ha quando l’apprendimento precedente inibisce il recupero delle informazioni apprese successivamente. Maggiore sarà la somiglianza tra gli argomenti e maggiori saranno le interferenze.
Transfer di apprendimento.
Si ha un transfer positivo quando la padronanza di un compito agevola l’apprendimento di un secondo compito (chi suona il mandolino potrà imparare facilmente il violino). Se ne ha uno negativo, invece, quando le abilità acquisite in una certa situazione sono di ostacolo e interferiscono negativamente su quelle necessarie per apprendere un nuovo compito.
Molti di noi tengono a considerare più facilmente gli eventi positivi che quelli negativi rimovendo i secondi. Attraverso la rimozione, i ricordi dolorosi o minacciosi vengono inibiti, involontariamente.
La soppressione è ben diversa dalla rimozione, poiché è il tentativo attivo di non pensare a qualcosa. Non pensandoci, si sopprime volontariamente un ricordo.